Punti blu

Patrimonio idraulico e storico del territorio casalecchiese

Riconoscimento Unesco di "Patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani"

La Chiusa di Casalecchio di Reno

La Chiusa di Casalecchio è uno sbarramento artificiale realizzato a metà del XIV secolo lungo il corso del Reno che consente di derivare una parte delle acque del fiume per sfruttarle artificialmente attraverso un canale eponimo (il canale di Reno), il quale ha contribuito in larga parte alle fortune economiche e alla difesa idraulica della città di Bologna dal medioevo fino ai giorni nostri.


La Chiusa e le opere idrauliche ad essa collegate sono espressione di una tecnologia paleoindustriale di grande impatto monumentale e paesaggistico e vanno considerate come uno dei siti di “archeologia delle acque” più interessanti e significativi d’Europa.

Quello che oggi si può ammirare altro non è che la struttura originale “arricchita” dalla secolare opera manutentiva e conservativa svolta dal Consorzio della Chiusa di Casalecchio e del Canale di Reno. L’unica novità significativa è costituita dal mantello di copertura dello scivolo, in legno fino al 1893, poi sostituito da lastre di granito con successivi interventi completati nel 1967.

Isola Verde, Paraporto scaletta (casa dei ghiacci)

ISOLA VERDE

La cosiddetta Isola Verde viene tecnicamente denominata opera di connessione - della Chiusa di Casalecchio - allo scolmatore di piena.

Nel nome e nel “soprannome” stanno: la funzione, la storia e l’anima di quel luogo. Costruita per unire la Chiusa antica a quella nuova, lo Scolmatore, divenne da subito punto di riferimento per i casalecchiesi e per i bolognesi che in essa vedevano un rifugio sicuro, un luogo sacro, ma anche un punto di aggregazione sociale; negli anni '50 infatti ospitava una pista da ballo.

Paraporto scaletta (casa dei ghiacci)

Il Paraporto Scaletta detto “Casa del ghiaccio” è posto all’inizio di un tratto del canale pensile regolato da altri due paraporti (detti Verrocchio e San Luca).
Le strutture, restaurate nel 2009, sono visibili da via Scaletta e al termine di via Canale, o dall’alto percorrendo la ciclabile Bologna-Casalecchio.
L’impianto tuttora funzionante, impedisce che i vari materiali trasportati dalle acque si possano depositare, in quanto svolge una funzione di pulizia.

Un tempo, nei periodi invernali, le lastre di ghiaccio che si formavano in superficie erano riversate dall'impianto nel fiume Reno impedendo così che si guastassero le ruote dei mulini in città; da qui il nome Casa del Ghiaccio.

Impressioni/foto

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40122 Bologna
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