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ISOLA VERDE

Si chiama Opera di connessione (della Chiusa di Casalecchio) allo scolmatore di piena, tutti la conoscono come Isola Verde. Nel nome e nel “soprannome” stanno: la funzione, la storia e l’anima di quel luogo. Parliamo dell’area cintata, così sembra da lontano, del giardino pensile, per più tempo all’anno, dell’isola fra le acque, durante le piene, insomma parliamo di quel piccolo terreno che è nel fiume Reno, in prossimità del Lido, ma da esso si erge per regolare le piene impedendo che queste replichino i danni del 1893. Costruita per unire la Chiusa antica a quella nuova, lo Scolmatore, divenne da subito punto di riferimento per i casalecchiesi e per i bolognesi che in essa vedevano, un rifugio sicuro, un luogo sacro, ma anche il centro di divertimento, l’Isola verde appunto. Un’opera idraulica, difesa dalle acque, dalle genti e da imponenti bastioni, che talvolta si apre per diventare sala da ballo e centro conviviale sul fiume, ma in sicurezza. Un esempio di come una comunità riesca ad “appropriarsi” di una struttura altrimenti ridotta ad un non luogo per la maggior parte dell’anno. Sull’Isola Verde si sono appartate coppiette, si sono rifugiati lettori in cerca di silenzio, si sono isolati solitari in cerca di pace, al contrario hanno ballato e si sono divertite intere generazioni, vi hanno atterrato persino gli elicotteri in esercitazione e chissà ancora altre occasioni vi si svolgeranno. Visitandola ognuno potrà scoprirvi qualcosa di proprio, perché è una splendida unione fra un’opera dell’uomo e la natura che l’ha abbracciata. 

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